Ad Elena

Al vento della sera

Aspetterò

Autunno

Ave Maria

Conchiglia Azzurra

Coriandoli d' oro

Dalla mia finestra

Ed ora

Eroi omerici

I ricordi

Inverno

La Terra

La Vita

Linfa folgorante

Lo so

Male nel cuore

Maree

Mia Isola

Mi piace il tempo

Mi vestirò di Sole

Nenia dolcissima

Orsa Maggiore

Perché tutto è così fragile

Pioggia di Marzo

Povere foglie

Problemi di cuore

Siracusa


Tre di Marzo

Triste amore

Vecchio Giullare




Pioggia di Marzo


In attesa dell’alba,
lascio vagabondare i miei pensieri nei minacciosi silenzi di questa notte senza luna...

Navigo nei sogni,
se navigare é come sognare — a volte —mi ritrovo nell’ ovattato rumore della mia cabina mentre vado giù per il Tirreno verso la terra dell’età dell’oro, là ove il mito si distacca dal passato e la memoria rende immobili le cose, che regneranno sul tempo e sulle pietre...

Ma ora sono qua, su questa terrazza, sparsa di vento e fiori e guardo l’arco di mare che dai Piani d’Invrea abbraccia Genova e Savona...

E penso al mio tempo andato alla deriva, negli arcani racchiusi nelle stelle detti a bassa voce dalla chiromante....

Oh...i segreti peccati delle donne che scrivono ancora parole di sasso, favole antiche, dolori mai sopiti, mentre il remo scivola nell’acqua amara della vita i suoi capelli ondeggiano al vento e grida il suo dolore e subito si mette ad ascoltare l’eco delle sue parole che inseguono il vecchi sogni, là ove s’infrange il sole....

Ora più non sorridono i due amanti vicini alla sfera di cristallo, ma storcono le labbra e le dita nel blu della stanza e avvolgono i pensieri, intorno al collo, come una serpe...

E tu già trascini le gambe sulla neve e dentro bruci come legna al fuoco...guardi indietro, abbassi le ciglia e pensi alla pioggia di Marzo, al tuo viaggio senza ritorno o ad uno stormo di rondini al volo...

Mentre implori di lasciarti dormire.....

Mario Fontana

Piani d’ Invrea — Varazze
Marzo 1992





Al vento della sera

Al vento della sera
affiderò i miei ultimi pensieri e la mia voce
fattasi aria ricamerà
merletti tra le foglie..... 

Mario Fontana
Siracusa, 1958



Ave Maria


Lassù sull' altopiano il tuo Santuario   
s'erge Madonna della Cava e
tutt' intorno corona d' alberi
e d' ulivi, rallegra la vista ai tuoi fedeli, che da ogni parte giungono dal 
milleduecentoventitre quando al Trapanese muto in sogno gli apparisti,
ed egli, tutto preso da devota speranza, nuda terra scavò per ritrovarti e per tuo miracolo ebbe, 
anche lui, la sua favella...
Ave Maria...io prego, nella ghirlanda 
di luce che t' avvolge, al sole calante della sera, e di rosa colora il cielo ed ogni cosa.... o al  mattino, quando una farfalla svolazza intorno alla ringhiera antica, e nell' aria c' è 
odore, di fieno e di viole...
Ave Maria...


Mario Fontana
2/3/1990




Siracusa

Ed un giorno partii da Siracusa.
Portai negli occhi l'azzurro del suo mare, 
il profumo amaro degli oleandri nelle nari
e, in cuore, tutti i sogni della mia giovinezza. 
Non ho dimenticato Siracusa!
L'ho ritrovata nelle tue parole, o Brancati, e nel mio cuore che, goloso,
nasconde tra le cose più care e più segrete la visione d'Ortigia che si specchia nel duplice mare
e che incornicia di verde gli aranceti. 
Piccola, grande città del silenzio, 
che canti il tuo perenne inno di vita 
dalle colonne doriche del Tempio antico, 
ai bruni, verdi cipressi delle Latomie. 
Risento, sulla darsena vecchia accanto al ponte, il picchiar dei martelli  e il canto lento dei calafati che odorano di pece e di salsedine.
Accanto alla Croce, lassù, dei Cappuccini mi fermo, pellegrino nuovo, a riguardare il mare che brilla e abbaglia sotto il sole 
e che ti cinge amorosamente, amante che non tradisce, o Siracusa. 
Nel tramonto che imporpora in riverberi di fiamma le tue case, nel profumo che esala dalle tue ville in fiore, nel silenzio ovattato d'incantesimo mi par d'udire la voce dell'araldo che annunzia lo strazio di Edipo; la grande cavea nereggia immobile e sembra che un fremito solo trascorra, la moltitudine.
Ti rimpiango Siracusa! 
Potessi un giorno anch' io come von Platen trovare pace a villa Landolina!

Mario Fontana



 

Perché  tutto è così fragile

Quanto costa il tempo se mi chiedo quale fragile luce dell'alba vivrò ancora, se il vento passerà tra gli aghi dei pini, nella rotonda armonia dell'universo…

Se indosserò le ali della fantasia e mi immergerò nei tuoi occhi - vita - o dipingerò ancora un' alba, pensando ai colori del mio ultimo tramonto?
 

No, non sorriderò più o forse riderò ancora o spegnerò i miei pensieri e le mie speranze e non sarò più stregato dalla vita…
 

Ora, non dire nulla, lascia parlare solo i tuoi occhi perché so che mi hai cercato – morte – per dirmi   che mi attendono ora lunghi silenzi e fuochi

di sterpi e spiagge senza sole…

Mentre diventa passato il presente e vivo la mia vita d'artista che vita non è come la tua…
 

O volerò da un trapezio all' altro nel fluire dei giorni senza gioia, circondato di ostili silenzi e di qualche raro bozzolo di rosa…

Si, anche tu Luigi caro mi hai insegnato cos’è la fanciullezza – la mia mai vissuta  - rubata da funesta guerra e dalla morte che ancora ragazza rapì la Madre mia…

E Tu Angelina parlami ancora come quando la tua voce era canzone ed il tuo viso un fiore che incantava…

Regalami un altro giorno di sole anche se amari calici si sono infranti, conta ciò che rimane nel ricordo – irripetibile – del primo incontro, del lungo viaggio che nel giallo e nel grigio abbiamo insieme fatto, in questa navicella spaziale...

Ora ti rivedo, nel grande cono d’ombra del giardino, vestita solo di vestaglia  rossa, che  calda s'apre sulla pelle ambrata, in quella verde calma di frescura…
Ombrosi sentieri dilatano ricordi – pagliuzze d’ oro – su spiagge del Sud colme di luce…

Oh Angelina che farai quando sulla tela vedrai il mio ultimo tramonto, quando l’ultimo flash brucerà la lampada e i filamenti cadranno nel vuoto dell’ Universo – che è vita diversa – che farai?
 

Se un giorno lontano vedrai un sole nero sul mio cuore e i miei occhi spaventati correranno lungo i sentieri profumati di origano e di mare…. che farai?

Se non incontrerai labbra d’amore, come quella lontana sera dopo i “Persiani” nell’antico Teatro della mia città…

Io che sono sempre stato un sognatore – forse – canterò i vecchi canti delle notti sotto la luna, nell’ aia della Piana o reciterò i racconti che nonno Luigi mi insegnò…

E a voi cari figli, splendidi nipoti Luigi, Antonio, Marco, Filippo, Elena e Carlo regalerò un dollaro d’argento e insieme faremo salire verso il cielo i palloncini delle feste mai dimenticate…

E tu, cuore antico della mia Sicilia, ridammi le lontane primavere, raccogli le mie barchette di carta colorata, allontanale dalla tempesta, perché tutto è così fragile…

Come l’Aquilone che un giorno vidi volare, sulla Piazza Ferreiro do Paco di Lisbona…

Mario Fontana
Piani d’Invrea, Marzo 1992
 



Mi vestirò di sole

Uscirò dal mare fra condite schiume...
Mi vestirò di sole.
La luce perduta...
nel tempo che fu
ora è terra di confine...
Tra vita e non vita.
Mio paese lontano...
uscirò dal mare
fra condite schiume
e gabbiani giocolieri.
Verrò da te
per vestirmi ancora di sole.

Mario Fontana

Genova 2/3/2001



Aspettero'

Aspetterò altre mosse, 
come giocatore di scacchi
mentre il mio sguardo declinante rapina ultimi colori....

Mario Fontana




Linfa folgorante

Vorrei scavare con le dita il marmo che ti raffigura
con venature calde di sangue,
per riscaldarmi ancora
(per un attimo) 
alla tua linfa folgorante...

Mario Fontana
Genova 1989 



Mi piace il tempo.


Mi piace il tempo
che incide ombre sulla pelle.
Mi piace il vento
che accumula le foglie d' autunno.
Mi piace il sorriso
delle donne d' oriente.
Mi piace il mare calmo e spumeggiante.
Mi piace il canto delle cicale nelle terre di Sicilia.
Mi piace il fuoco di una sigaretta nella notte.
Mi piace partire senza meta così la morte, ladra, non sa dove trovarmi.
Ma nulla è nato prima di me tutto nasce nel momento in cui
io vedo le cose,
per la prima volta....

Mario Fontana
Genova, aprile 1989



Eroi omerici

A chi appartengono gli eroi omerici 
che piangono e ridono rumorosamente 
ad un tratto affollato o alla sfera della solitudine e del silenzio....
al pieno e al vuoto dell' indifferenza o forse al facile oblio?
Il pubblico applaude e ride rumorosamente....

Mario Fontana
Milano 1979



Ad Elena

Appena ieri,
il sole e il mare di Sicilia ti accarezzavano… e i passeri e la luce dorata del mattino ti svegliavano…
attraverso le persiane socchiuse della tua stanza e ci donavi l’allegria della tua voce, il tuo chiacchierio intelligente e mi sorridevi… e fuggivi e subito tornavi furbacchiona e vivace e mi chiamavi…
Nonno Gigi vi – e – ni – qua…
Ora la spiaggia è triste, la tua stanza è vuota…
e nel viale, sotto i pini c’ è ancora la tua palla rossa e il tuo secchiello, colmo di pigne… appena ieri…appena ieri....

Mario Fontana
Fontane Bianche 30/7/1990





Dalla mia finestra

Dove abito io c' è una fabbrica di lampadari.
Dalla mia finestra vedo le operaie che intrecciano fili dorati e pietruzze colorate.
Come sono pazienti le ragazze e belli i lampadari
che sbocciano dalle loro mani.
Mani piccole che intrecciano bagliori di vetruzzi
su lampadari che brilleranno in grandi saloni.
Ma nessuno più di me conosce
l' aereo ritmo 
di quelle piccole mani che lavorano dove abito io.

Mario Fontana




Lo so

Lo so, sei appena nato e già sei prigioniero della morte;
anche se a volte puoi perdere il treno della lunga notte e può umiliarti il grigiore dell' ultimo binario
o il fischio del treno "nuovo",
che arriva con le illusioni racchiuse in povere valigie.

Mario Fontana 
Genova 1989




Conchiglia Azzurra

Esplodono i primi fiori a Primavera,
come fuochi nel cielo notturno
e spezzano la noia di un tempo immobile da cui nasce la pausa che crea;
sotto la splendida luna vestita di bianco ho appeso la chiave di casa al fragile stelo.
Di un fiore che sboccia sulla battigia ho trovato una Conchiglia Azzurra che ti dono insieme ai ricordi racchiusi nel silenzio di un' ampolla di vetro e scrivo questi versi in riva al mare...
Se il silenzio si può descrivere con le parole, userò altre parole per descrivere il silenzio...
e l' atroce bellezza della vita...

Mario Fontana
1992




Orsa Maggiore

Cadono sul foglio bianco i miei pensieri, come pietre sull' acqua..,
Osservo i cerchi espandersi nella memoria e sento il respiro delle parole che scrivo...
Ritornano antiche voci, quando imparai a "volare" come a Primavera, la rondine al tramonto...
Ma ora, al mattino, mi illudo che tu arrivi, dove hai conosciuto l' Orsa Maggiore, il mare , le conchiglie e lucciole lucenti e cicale strillanti, pazze di sole...
Stamane a Cassibile, ho guardato fioriti gli oleandri, mentre bevevo a sorsi, la luce del mattino...
E voglio sentire ancora l' odor dei gelsomini, la brezza che viene da Ponente; vedere i gerani colorati e il tempo e il tuono...
Ma già tanta vita è in cenere, ed altra ne accumula ogni giorno il sole, quando al pomeriggio allunga la mia ombra...
Cerco nei ricordi la tua sfiorita bellezza Siracusa, così starti vicino è pena senza pianto e consumo il mio dolore in grande segreto...

Mario Fontana

Fontana Bianche 1/7/2002

 


 

Coriandoli d' oro

E improvvisamente nei miei giorni in fuga, sei venuto tu Carlo Maria a bussare nel mattino che arriva luminoso come gli altri che vedrai nel prossimo duemila e già ti vedo nel gioioso mondo del futuro, crescere forte, viver le stagioni...
E ti farai nonno, un giorno , sotto una pioggia di coriandoli d' oro.

Mario Fontana
4/11/1992




Vecchio Giullare

S' aprono al cielo sementi più vive del sangue,
s'aprono gusci più bianchi della luna ed io vecchio giullare offendo Dio...

Mario Fontana
Siracusa 1957



Tre di Marzo

Genova Tre di Marzo
Alberi verdi
Raggio di sole
Musica rock.
Anno mille
Novecentoottanta
Genova Tre di Marzo.
Fumo pesce fritto
Via di Prè
Primo piano porta blu
Tenda rossa
Caldo velluto di pelle
Piccola negra
Sorriso profondo.
Genova Tre di Marzo
Alberi verdi
Raggio di sole.

Genova 1980

Mario Fontana




Problemi di cuore

Che rabbia, vedere il sole da una finestra
d' ospedale, le lunghe ore, le flebo, le pillole, i prelievi di ....sangue ed il mondo notturno della corsia chiuso nel silenzio, con lontani rumori che non sai da dove giungono...tempo diverso, sconosciuto ai "fortunati" scandito dalla presenza degli "angeli" vestiti di bianco e di verde, sempre pronti ad aiutarti, aperti al sorriso che incoraggia, mai stanchi, all' apparenza; precisi nei gesti, controllati....mentre fuori, l' odore della primavera lo immagini sui prati e la Pasqua
s' avvicina alta nel cielo, luccicante di colori e di dolcezze...il mio cuore attende, un ...bisturi e una...pila!
E pensare che un tempo i problemi del mio cuore avevavo solo nomi di
fanciulle.

Mario Fontana
3 Aprile 1996
(Questa poesia è affissa nel reparto terapia subintensiva dell' Ospedale Santa Corona di Garbagnate Milanese)


Male nel Cuore

Da lunghi viaggi o fughe,
male nel cuore.
Immerso nel crepuscolo
cerco il tuo cuore caldo.
Tutto mi conduce a te
come navi che vanno
verso isole che attendono
per aggrapparmi alla riva
del tuo cuore
nell' ora dei silenzi
che non hanno parole.
Quando ti darò la mia anima,
così vicini,
che la tua bocca è mia.

Mario Fontana
1976



I ricordi

I ricordi sono come i fiori nella pianta:
prima nasce il fiore,
poi secca e fa il seme,
che cade e rinasce il fiore... così i
ricordi sono come i fiori
che rinascono dai semi
e ritornano
alla memoria...

Mario Fontana
1991



Autunno

L' autunno affonda nel suo mare di nebbie....
mentre inseguo fantasmi
e guardo le rondini nel cielo livido dei colli...
e il muro bianco, del villino deserto,
rabbrividisce al vento
che dissecca i rampicanti...
poi un battito d'ali, un grido e la notte
mi copre di buio...

Mario Fontana
Milano,1991




Inverno

Arriva l' inverno,
tutto si fa triste;
uccelli s'involano
in lunghi giri d'addio.
Nella memoria rotolano veloci,
desolati anni che hanno corroso i giorni...
Il pensiero s'attarda in lunghi vuoti,
l' occhio posa stanco sulle case.
Come un gioco di luci e di ombre è
passata la giovinezza...
....nostalgia di giorni spenti,
come ceri consumati....
Tuoni giungono d' aeree lontananze,
il passo si fa incerto sulle viscide erbe,
gli amici hanno deluso,
come i sogni e come le speranze.
Rimangono lontani tempi d'aquilone,
colorate vesti di fanciulle
mammelle appena dischiuse,
vecchie canzoni delle notti di guerra
fischi di navi in porti sconosciuti...
Cavano desideri nelle dorate sabbie
di antiche clessidre...
Lentamente il roseto si dissecca
e la vita sfugge
come sabbia tra le dita.

Mario Fontana




Ed ora

Ed ora...alta, incendiata dalla rossa luna
un'insegna mi suggerisce l'elogio dell' Avana:
misterioso cilindro sospeso tra nuvole di
fumo come l' ombra nascente nei miei occhi;
rubare il mondo, dipinto intorno a me.

Mario Fontana

La Terra

La Terra sopra di me avrà capelli d'erba
e farfalle sui fiori,
finchè l' ape mi porterà il miele.

Mario Fontana
1967



Nenia dolcissima

Verrò a cercarti lungo le sponde delle nuvole,
la dove il cielo dice ancora il tuo nome.
Ti accompagnerò lentamente quaggiù,
dove cantano le fantasie e guizzano i fori
delle nuove città.
Per me tu sei nenia dolcissima,
portata dal vento,
sui camini delle borgate,
sulle acque violette
del fiume al tramonto.
Ma ti comprenderò se quaggiù tornerai,
dove la voce fa eco.

Mario Fontana
Roma 1951




Maree

La dove sono i morti,
in poca terra sepolti,
in riva al mare.....
i cipressi salutano oscillando....
il lento avvicendarsi di maree....
Sulla sabbia giocano fanciulli
con gesti di cartone animato.
Ma già discendo a riscovar pensieri
e i sogni in pausa...
raggiungono mete notturne.

Mario Fontana
Siracusa 1957




Mia Isola

Mia Isola
città d'acque e di silenzi antichi.
Gioca su te la luce,
in ombre gialle,
e illumina ricordi
in fiumi d' ombra perduti...
Elleniche voci sommergono
trilli di cicale,
dei fiumi sento
il lento andare d'acque
e alla quiete s'aprono...
confini,
di tempi leggendari.
Su piccole frane si spezza,
la mia intima voce.

Maria Fontana
Siracusa 1955




Povere foglie

Cadono leggere le prime foglie,
silenziose come lacrime,
singhiozzano nell' aria fresca
del mattino...
son gialle...
Mi chino sul selciato umido,
ne raccolgo una e penso...
povere foglie...
è finita la vostra giovinezza,
ora ora il selciato e il vento e il gelo
e il passante frettoloso,
vi tormenteranno...
sarete calpestate, frantumate,
dal ritmo inquieto della vita.
Nessuno penserà alla vostra primavera
al refrigerio estivo delle vostre ombre,
diluita come un velo prezioso,
trasparente, sulla terra,
formando ricami e giochi di luce meravigliosi...
e nessuno si commuoverà mai
del vostro silente soffrire sotto il sole.
Nemmeno gli innamorati vi saranno grati...
oppure hanno cercato la vostra ombra
lungo le rive del Tevere,
nei boschetti,
nelle ville...
Villa Borghese, Pincio, Lungotevere,
strade solitarie, tante foglie,
tanta ombra.
Oh foglie,
il vostro oziare inebriante
non vedrà più la luce
e i colori preziosi di Roma.
Finirete nel nulla...
il vostro verde soffuso
di delicate sfumature
finirà nel nulla:
come la vostra generosa progenie.

Mario Fontana
Roma - Caserma della Marina - 1950
La mia prima poesia




La vita

Per l' uomo più profondo vi è solo una
possibilità di sopportare la vita:
una certa misura di superficialità.
Poichè se pensasse e sentisse tanto
profondamente quanto la sua natura richiede;
contrastanti, incociliabili impulsi,
doveri,aspirazioni,desideri,dovrebbe inevitabilmente
distruggersi, impazzire, morire....

Mario Fontana




Triste amore

Ora, tutto scolora verso l' ombra
d' una sera stanca.
Quel volto,
quel mattino,
quell' ora ferma del destino,
il sogno, tu
desolata e persa
in un viale di nebbia.
Fu una favola d' amore,
che ti fece triste,
un triste amore.

Mario Fontana
1976



 


 

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©Mario Fontana
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