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Pittore
Scultore
Ceramista
Restauratore
Pubblicista
Siracusano
1930~2001
Antologia di Quadri e Scritti
Le Mie prime esperienze artistiche risalgono
al 1943. Sui ciottoli levigati dalle onde dello Jonio dipingevo le teste dei
Paladini di Francia. I primi acquirenti furono i soldati del Generale
Montgomery appena sbarcati nelle vicine spiagge di Siracusa. Barattai le
piccole icone con cioccolato, biscotti corned beaf: e fu una gioiosa
"vendemmia" di leccornie sognate nei lunghi e bui anni di guerra.
Gli anni del dopoguerra passarono magici e veloci. Regalai il mio primo quadro
su tela al padre di Elio Vittorini, da sempre amico di mio padre. A me voleva
un gran bene e ricordo con gioia i suoi incoraggiamenti e i suoi consigli, ma
anche la sua snella ed elegante figura.
Ho studiato disegno presso la Scuola d' Arte di Siracusa.
Nel 1949 partecipai per la prima volta ad una mostra d' arte:
"Mostra del Bianco e nero" a Perugia
esponendo i "Paesaggi".
Nel 1950 partii per il servizio di leva e per due anni e quattro mesi indossai
la divisa della Marina Militare, di cui
per un anno a bordo del cacciatorpediniere "Carabiniere".
Gli altri sedici mesi li trascorsi a Roma presso il Ministero della Marina. E
a Roma potei partecipare ad alcune piccole esposizioni; frequentai musei e
conobbi anche artisti.
Terminato il servizio militare tornai a Siracusa aprendo uno studio in una
soffitta di Via Chindemi nel cuore della mitica Isola di Ortigia. E fu un
susseguirsi di mostre a carattere provinciale e regionale. Nel 1958 mi iscrissi
anche al Sindacato Regionale
d' Arte di Palermo.
Nel 1959 esposi una collezione di
"Figure Mitologiche".
Nel 1961 partii per gli Stati Uniti dove realizzai
numerose opere e portai a termine diversi lavori di restauro presso ricche
famiglie americane. Successivamente andai nella Nuova Scozia in Canada e,
quindi, a Montreal
dove rimasi a lungo, dipingendo e partecipando a mostre nei diversi stati
ed eseguendo un lungo e importante lavoro di restauro nella Cattedrale di Notre
Dame (pittura, ceramica e restauro).

Nel 1962 aprii uno studio di ceramica d' arte a San Michel de Laval vicino
Montreal.
Durante il viaggio di ritorno in Italia
visitai brevemente le Isole Azzorre dove eseguii
numerosi disegni a pastello. In Portogallo e in Ispagna visitai musei ed
eseguii dipinti a Lisbona e Barcellona. A Gibilterra eseguii a pastello
"la Roccaforte" (1961).
Il mio amore mai sopito per la ricerca, per
nuove espressioni d' arte mi spinsero a ideare il "Plusultrismo"
come urgenza interiore di
rompere con la forma tradizionale del quadro.
Nel 1963 fondai con Migliara, Scirpa e Caruso il
" Gruppo d' arte la Baracca ".
Nel 1967/71 elaborai e realizzai il
"Laminismo Pittorico" con
i cicli "I Giorni" , "I Sogni" e "Le Verifiche". Critica e pubblico mi
concedettero molti positivi consensi
..... Dopo lunghi studi per uscire
dai limiti tradiziona!i imposti dalla tela e dai colori, ha scoperto
l'alluminio, la sta gnola, il rame: lamine metalliche che, per associazione di
idee, possono far pensare ad usi diametralmente opposti ai mezzi atti ad una
funzione di libera creazione.
Nella convinzione della
libertà creativa, si è appunto liberato di ogni residuo letterario ed
accademico ed ha creato una pittura nuova, il
" laminismo pittorico" riversando nelle anonime lamine metalliche il
cuore di pittore sudista con un ultra- Iinguaggio pittorico e poetico.
Nel 1968 elaborai la stessa tecnica creando le
"Pietre Stellari".
Dipingevo su lamine di alluminio,
di stagnola, di rame, d'argento e d'oro
opportunamente trattate e dipinte con
colori da me composti. Ottenevo "effetti straordinari e traumatizzanti
soprattutto per i vari e suggestivi cromatismi che superano i limiti del reale
e della sua immaginazione" (G.Lentini).
Nel 1971/72 ideai e realizzai lo
"Spraygraphismo"
dipingendo su gommapiuma e su novopan.
Esposi ben 40 opere a Milano e Nino Nava su "Avvenire" scrisse "Si tratta di un
nuovo discorso poetico. Una concezione viva e operante: una raffigurazione
greco futurista dell' immagine"
......Ed è nelle opere "Spraygraphiche " dipinte su Gommapiuma fin dal 1965 e
ufficializzate soltanto nel 1971 che l' Artista esprime le sue affascinanti
avventure della fantasia, avvertendosi in esse la necessità di creare opere
inattaccabili dal tempo rimanendo la qualità della gommapiuma inalterata per
sempre alla pari dei colori utilizzati per renderla viva.
Nel 1974 realizzai i
"Frammenti"
"...si tratta di sintesi pittoriche che coinvolgono
l' uomo, la vita, il mondo, la natura, definite da egli stesso Frammenti".
"... I miei "FRAMMENTI" sono nati dalla certezza
che l'inquinamento dei valori umani e dell'ambiente,
l'angoscia e l'incertezza,
l0 smarrimento e la provvisorietà,si sono tradotti in dramma quotidiano e sono
sul punto di rottura. Perchè li ho chiamati Frammenti? Perché la frammentarietà
si produce con lo sgretolamento non solo fisico, ma anche e soprattutto
psicologico. Nei
" Frammenti " che delimitano ma non limitano le mie opere traduco in segni e in
immagini la violenza e il caos,l'angoscia e la dissacrazione dell'uomo e
dell'ambiente. Sono segni e immagini bucate, direi trafitte e corrose dal tarlo
che sta scavando nell'uomo gli oscuri labirinti dello smarrimento e della
corruzione che brucia e incenerisce gli ultimi rimasugli d'umanità. Ma ciò che
dipingo è anche disperato tentativo per indicare, attraverso il labirinto
scavato dal tarlo della dissacrazione, la via maestra per ritornare all'antica,
virile, dignità di uomini ".
Mario Fontana
Nel 1978 iniziai lo studio de...
"Le Lastre"
con il ciclo "Nostalgie"
"....che custodiscono quella carica di suggestione che scaturisce dai reperti
archeologici dissepolti dalle sabbie" (Carlo Munari)
Nel 1979 mi trasferii a Milano realizzando il ciclo delle "Donne del Sud" caratterizzato dalla luminosità coloristica e da una certa sintesi rappresentativa.
Nel 1983 ritrovando il mio antico entusiasmo
per la ricerca inventai e ralizzaii i
"Quadri Rotanti"
che assommano
una espressione artistica assolutamente originale a un modo tutto nuovo di
osservare un quadro attraverso il mutare delle immagini e delle luci così che
la superficie diventa materia pittorica immersa nello spazio ottenendo quindi
una "spazialità senza artifici".
Carlo Munari ha scritto " che puntano a modificare la struttura dell' immagine
liberandola risolutamente
in una inedita spazialità" . In queste opere che ho chiamati
"Segreti"
ho trasfuso quanto di più intimo alberga nella mia memoria: sentimenti,
speranze, fughe ma anche fantasmi ed altro ancora...
"Non so se rammaricarmi della mia apparente discontinuità,
ma il mio amore per l' assoluta libertà creativa mi ha sempre impedito di
assestarmi su una posizione di stabilità comune a molti artisti della recente
generazione...."
Mario Fontana
Chi sa sussurrare al cuore un racconto
così importante
non può morire nel tempo.
Giuseppe Marotta Jr.
....e
dopo tanti "incontri" e tante
"conoscenze" e grazie alle note
prerogative altamente educative
dei Musei mi sono sempre più convinto
che l'arte si è sempre rinnovata
e che gli elementi del linguaggio
artistico debbono subire il necessario
ricambio quando la funzione espressiva
si esaurisce per il troppo uso;
a tal proposito penso che solo menti
oblique possano affermare il contrario.
L' Arte è scienza e scienza prosuppone
tentativi, prove, scoperte, progresso.
Se così non fosse, se l'Arte in
quanto scienza non si rinnovasse
resterebbe al livello di una banale
operazione aritmetica che invariabilmente
ci fornisce l'invariabile risultato.
Per me la pittura è sempre stata
ed è ricerca dì un linguaggio adatto
e consono a ciò che voglio raccontare,
a ciò che sento, a ciò che aspiro
da uomo immerso e sommerso nell'era
fantascientifica che attraversiamo.
Ed è così,con queste premesse, che
dopo anni di studio, dopo innumerevoli
tentativi e infinite prove ho realizzato
una nuova possibilità di espressione
che ho definito: "La Nuova Pittura",
per i fermenti nuovi che essa contiene.
Dal mio nuovo linguaggio, raggiunto
anche attraverso la materia e con
l'uso di speciali colori da me stesso
composti, scaturisce l' "Intima
Visione" dell'artista sempre scioccante
quando è raggiunta con l'assoluta
libertà creativa; che è premessa
ed essenza insostituibile per la
creazione dell'opera
d'arte. La presenza dei materiali
da me adoperati: alluminio, stagnola,
nylon, rame etc non sono solamente
un mezzo tecnico ma hanno la funzione
di comunicazione di una realtà concreta,
profondamente sentita devo dire
anche che in quanto uomo e in quanto
artista, non ho dimenticato ne l'uomo
ne le cose dell'uomo; la mia nuova
pittura è e vuole essere un mezzo
nuovo per raccontare con il mio
stile e con un linguaggio attuale,
la nostra storia di uomini alle
soglie del duemila.
Mario Fontana
12 Ottobre 1969
......E
sono più che mai convinto che per
essere un vero artista non basta
possedere la patente di maestro
d' arte, non è sufficiente la conoscenza
a menadito della storia dell' arte
e della tecnica prospettica: tutte
cose utilissime ma non determinanti;
servitù che rimangono nel cervello
e sulla carta se chi ne è in possesso
non sa convertirle in fattore creativo.
Così come sono convinto che chi
possiede la patente d' arte, più
che all' autodidatta, occorre maggiore
umiltà.
Dopo tutto la patente deve servire
per illuminare gli altri e non se
stessi. Il destino del patentato
in arte è quello di vivere di luce
riflessa.
Mario Fontana
L' Eco di Sicilia
7/11/1970